Arezzo, un’impresa salvezza targata mister Pavanel. E le richieste non mancano

Arezzo, un’impresa salvezza targata mister Pavanel. E le richieste non mancano

A 50 anni il debutto su una panchina di Serie C. Sulle orme di Sarri

di Nicolo Schira, @NicoSchira

Una salvezza miracolosa grazie al gol allo scadere di Cellini. Festa grande in casa Arezzo dopo il successo sul campo della Carrarese. La firma in calce su questo traguardo raggiunto è quella di Massimo Pavanel. Nonostante i 15 punti di penalizzazione e mille traversie societarie il tecnico ex Primavera del Verona (portata in finale al Viareggio nel 2015) non ha mai abbandonato il club amaranto. Anzi ha rappresentato la pietra angolare su cui si sono poggiate tutte le componenti aretine (tifosi, giocatori, nuovi dirigenti) per provare a inseguire la miracolosa rincorsa salvezza. L’operato di Pavanel non è passato inosservato, tanto che alcuni club della terza serie hanno già preso informazioni per la prossima stagione. In primis il Pordenone. Ad Arezzo però il nuovo corso vorrebbe ripartire proprio dal condottiero che nei momenti più bui ha saputo tirare fuori il meglio dai propri calciatori. Mica male per chi ha debuttato su una panchina professionista all’età di 50 anni dopo una lunghissima gavetta tra Eccellenza (Monfalcone) e Dilettanti (Itala San Marco). Come Sarri, altro tecnico che ad Arezzo si è messo in luce, ama il fraseggio palla a terra e il gioco d’attacco. E ha fatto la gavetta, quella vera. Una intuizione vincente il suo arrivo in Toscana: merito dell’ex direttore sportivo Roberto Gemmi che l’aveva avuto con sè nel settore giovanile del Verona e conosceva bene le doti di Pavanel.

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