Paleari unico portiere ancora imbattuto tra A e B. Quella volta che rubò il posto a Ibra…

Paleari unico portiere ancora imbattuto tra A e B. Quella volta che rubò il posto a Ibra…

di Nicolo Schira, @NicoSchira

“Metterei la firma per vincere il campionato con la peggior difesa. Non penso ai record da stabilire, anzi se sabato prendo gol e vinciamo 2-1 a La Spezia sono il più felice del mondo (ride, ndr)”. Il Cittadella guarda tutti dall’alto in basso. I veneti sono l’unica squadra tra A e B a non aver ancora preso gol. Una porta inviolata addirittura da 900 minuti se sommiamo le ultime 4 giornate della scorsa stagione e le due gare agostane di Coppa Italia alle prime tre di questa Serie B. Merito di una saracinesca scartata dal Milan e laureata come Alberto Paleari.

ILLUSIONE MILAN Tutta la trafila nel settore giovanile rossonero e nel 2011 uno scudetto vinto…da quarto portiere: “Mi sembrava di toccare il cielo con un dito. Sull’albo d’oro ci sono anche io, ma salivo appena sul pullman”. Una presenza quella di Pale che però non passava inosservata: “Stavamo andando a Catania e mi ero seduto al posto di Ibrahimovic senza saperlo. Era furioso: ho rischiato la vita, per fortuna poi ha fatto gol e da quel momento sono diventato la sua mascotte. Mi fermavo con Zlatan a fine allenamento e provavo a parare i suoi missili. Come andava? O segnava o mi colpiva in faccia…”. Alla fine di quella stagione il sogno si spezza: “È stata un’illusione. Il Milan non mi ha fatto il contratto e così o restavo in Primavera da fuori quota o ripartivo dai Dilettanti”. Alberto sceglie la seconda via: “Sono andato al Pontisola e mi sono iscritto all’Università, facoltà di Scienze motorie. Volevo costruirmi un futuro nel caso in cui le cose col calcio fossero andate male”.

LAUREA Detto, fatto: voto 104 con una tesi speciale (“Il calciatore di serie B: analisi e modelli di consumo”, n.d.r.): “L’ho fatta su quello che è lo status symbol dell’essere calciatore, tramite un questionario che ho sottoposto a ben 288 giocatori. Ci ho messo due mesi a recuperare tutti i pareri: chiedevo a tutti quali fossero i consumi quotidiani, con altre richieste tipo la macchina che hanno o l’orologio che portano. Risultati? L’apparire conta parecchio, i calciatori spendono di più per i beni materiali. Invece per prodotti che non si vedono, tipo lo shampoo o la pasta che cucinano in casa, non ce n’è di differenza con la gente comune. È inutile nasconderlo, noi giocatori siamo dei privilegiati rispetto ai nostri coetanei. Prendiamo cifre fuori mercato, visto che molti miei amici a 25-26 anni sono precari e fanno fatica ad arrivare a mille euro al mese. Non è così in tutte le categorie: in C i giovani sono usa e getta. Finché sono under trovano squadra, poi vengono scaricati e molti si ritrovano in mezzo a una strada”.

MONDO CITTA Un rischio corso anche da Paleari nell’estate 2013: “Avevo appena vinto le Universiadi con la nazionale e la Tritium è fallita. Alla fine ho trovato la Virtus Verona in C2, contratto al minimo ma la possibilità di giocare. Ho fatto una grande stagione e anno dopo anno sono salito di categoria”. Fino alla chance Cittadella: “Non siamo una favola, ma una splendida realtà. Merito di un d.s. come Marchetti, fenomenale nel credere nei ragazzi che giocano nelle categorie inferiori. Il nostro segreto? Al Citta non sei solo un numero per i dirigenti, ma ti coinvolgono, entri a far parte di una famiglia. Anche il gruppo è stra-unito, ci chiamano “i ciclisti” perché andiamo all’allenamento in bicicletta”. Capolista in B, con i tifosi che sognano in grande: “Non siamo degli imbucati in vetta. Veniamo da due playoff di fila e vogliamo fare meglio. Ho giocato in tutte le categorie, mi manca solo la A. Farla col Citta sarebbe tanta roba…”.

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  1. renato.dolc_589 - 9 mesi fa

    COMPLIMENTI PALE E AUGURI TE LI MERITI!!IO LO SAPEVO CHE ARRIVAVI PROSSIMO ANNO IN A CON LA DEA!

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