Spal, Antenucci uomo salvezza. Un Super Santos per amico e quell’obiettivo centrato (a 33 anni) di sfondare in A

Spal, Antenucci uomo salvezza. Un Super Santos per amico e quell’obiettivo centrato (a 33 anni) di sfondare in A

La gavetta, il sogno Serie A quasi svanito e la rinascita con la Spal: ecco chi è Mirco Antenucci

di Oscar Maresca

Un Super Santos per amico che rimbalza fra le viuzze e sui muri di Roccavivara, piccolo paesino di mille anime nel Molise. Fra i tanti bambini che giocano c’è n’è uno che si distingue da tutti perché palla al piede fa sognare. Classe e tecnica, già da piccolo. Passato da ricordare. Quando per tutti era solo Mirco. Ora invece il suo cognome riecheggia ovunque dalle parti di Ferrara. E non solo. E’ Antenucci: l’uomo simbolo di questa stagione della Spal. Con i suoi gol l’attaccante classe ’84 ha contribuito in maniera netta alla salvezza della squadra di Semplici. Ieri la doppietta realizzata nella decisiva sfida con la Sampdoria: 3-1 di giustezza, che porta le firme anche di Grassi e Kownacki per i blucerchiati. Vincere per restare in A era la missione della Spal. Antenucci si è fatto trovare pronto. Lui che in estate è stato vicino all’addio: dalla B lo cercavano. A Ferrara con Paloschi e Borriello come compagni di reparto l’incubo panchina per l’ex Leeds era vivo. Ma Antenucci non ha mollato, accettando di restare per giocarsi le sue carte e provare a consacrarsi in A. Oggi il giocatore può finalmente dire di avercela fatta: sono 11 i gol e 6 gli assist in 33 presenze per il bomber di Roccavivara, che ha trascinato la Spal in questa stagione fino all’obiettivo salvezza.

FRA GAVETTA E SOGNI Le prestazioni da incorniciare, la doppia cifra centrata in A e la salvezza agguantata. A 33 anni suonati Mirco Antenucci si è affermato con mestiere nella massima serie. Nonostante le difficoltà e la concorrenza. Lui che fino alla scorsa estate, in 15 anni di carriera fra i pro, nel primo campionato italiano aveva collezionato solo 19 presenze e 1 rete in due stagioni con la maglia del Catania. La tanta gavetta fra C e B l’ha forgiato. Prima Giulianova, club da cui è partito, e poi i tanti prestiti in cadetteria. Il club siciliano ha acquistato Antenucci nel 2007, senza mai puntarci con decisione. E allora un susseguirsi di cambi di squadra: Pisa, Ascoli, Torino in B, e ancora Ascoli e Ternana, che ha acquistato l’attaccante nel 2013. Un anno dopo il classe ’84 si è poi trasferito a titolo definitivo al Leeds United di Cellino in Championship. In Inghilterra Antenucci ha firmato un biennale e all’asticella dei 12 gol da realizzare nella seconda stagione avrebbe ricevuto il rinnovo contrattuale. Niente da fare, perché a quota 10 centri il presidente ordinò di lasciarlo in panchina. Così il giocatore, a 32 anni, si è ritrovato svincolato. L’etichetta da attaccante di categoria era ormai sulle sue spalle e la A sembrava solo un sogno destinato a svanire. Poi la chiamata inaspettata della Spal, che nell’estate del 2016 ha puntato sull’esperto attaccante per la prima stagione in B del club dopo 33 anni. Antenucci ha ripagato la fiducia realizzando 18 gol e trascinando così la squadra nella massima serie. Il resto è storia recente. In A i pregiudizi sul giocatore sono stati infranti e la consacrazione è finalmente arrivata. Meglio tardi che mai. La Spal ha conquistato la salvezza, anche grazie ad Antenucci, e si gode il suo bomber e capitano, fresco di rinnovo fino al 2020. Piedi per terra, testa bassa e gol. Così l’attaccante classe ’84 si è staccato ogni etichetta dimostrando di essere davvero diventato grande in A. Ma con lo stesso entusiasmo che aveva da bambino. Quando con un Super Santos per amico, oggi diventato tatuaggio, Mirco giocava per le strade di Roccavivara sognando momenti come questo.

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